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01 – Omero e la nascita della letteratura occidentale – Pietro Citati

Del rapsodo cieco ed errante che canta le gesta di dèi ed eroi nei poemi dell’Iliade e dell’Odissea si hanno notizie vaghe e leggendarie. La sua figura è da sempre avvolta nel mistero e la sua esistenza fu oggetto di controversia già in tempi remoti. Numerose città si contesero l’onore della sua nascita e discordanze si hanno anche sulle epoche in cui sarebbe vissuto. Lo storico Erodoto colloca Omero nel IX secolo a.C. e lo descrive come un cantore errante provato dalla sorte, che compone l’Iliade e l’Odissea arricchendo con la sua immaginazione le storie ascoltate durante i suoi lunghi viaggi. Già in epoca alessandrina (III secolo a.C.) la poesia omerica fu oggetto di dispute tra i grammatici, alcuni dei quali (detti “separatisti”) affermavano che i due poemi fossero in realtà stati scritti da due autori diversi. C’era anche chi attribuiva l’Iliade alla gioventù di Omero, espressa nell’ira impetuosa di Achille, e l’Odissea alla vecchiaia del poeta, che trovava manifestazione nella saggezza di Ulisse.

02 – Dante e la Divina Commedia – Massimo Cacciari

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da una famiglia nobile, ma di modeste condizioni economiche. Sin da giovane manifesta una forte vocazione per la poesia, che approfondirà grazie alla frequentazione dei poeti Guido Cavalcanti e Brunetto Latini: quest’ultimo gli infonderà la coscienza etico-politica che contraddistinguerà la sua opera. La giovinezza di Dante è segnata dal casto amore per una donna, storicamente identificabile con Beatrice Portinari, detta Bice, figlia di Folco Portinari, un ricco banchiere. Negli anni che seguono la morte dell’amata (1290), si dedica alla scrittura della Vita Nuova, ricordo e celebrazione del suo amore perduto. Secondo la consuetudine dell’epoca, nel 1295, sposa la donna a cui era già stato vincolato all’età di 12 anni, Gemma di Manetto Donati, dalla quale ebbe quattro figli. Dante partecipa assiduamente alla vita politica di Firenze: nel 1300 ricopre la suprema carica del priorato.

03 – Boccaccio e il Decamerone – Dario Fo

Nato nel 1313 a Certaldo, in Toscana, Giovanni Boccaccio è il figlio illegittimo di Boccaccino da Chellino, dirigente della banca dei Bardi. Inviato a Napoli dal padre, che lo vorrebbe avviare alla sua professione, il giovane preferisce frequentare la fastosa corte di Roberto d’Angiò, dove scopre la propria passione per le lettere, nonché per i piaceri mondani. Dalla combinazione di questi interessi, nascono le prime opere (tra cui le Rime, il romanzo d’amore Filocolo, e i poemi Filostrato e Teseida), che raccolgono numerosi riferimenti autobiografici, tra i quali quello all’amore per una donna di nome Fiammetta (che diversi critici hanno identificato con Maria d’Aquino, figlia naturale del re Roberto d’Angiò e sposata con un nobile della corte). Boccaccio se ne sarebbe innamorato perdutamente e, seppur corrisposto per un breve periodo, ne avrebbe presto subìto l’abbandono.

04 – Miguel de Cervantes e il Don Chisciotte della Mancia – Antonio Tabucchi

Miguel de Cervantes Saavedra nasce il 29 settembre del 1547 ad Alcalá de Henares, un villaggio nei sobborghi di Madrid. Tra il 1563 e il 1565 Cervantes è a Siviglia dove studia presso i gesuiti. Nel 1568 compaiono i suoi primi scritti all’interno di un’elegia che il suo maestro, l’umanista Lopez de Hoyos, dedica alla defunta regina Isabella di Valois. L’anno seguente Cervantes è a Roma per servire come gentiluomo “camarero” Don Giulio Acquaviva, legato papale in Spagna. Sembra che la sua improvvisa partenza per l’Italia sia in realtà una fuga per evitare di scontare la pena alla quale è stato condannato per il ferimento di un uomo. Negli anni ‘70 si arruola nei reggimenti spagnoli di Marcantonio Colonna, generale della lega cristiana contro i Turchi e partecipa a diverse battaglie, tra cui quella di Lepanto: qui verrà ferito alla mano sinistra, che gli resterà inabile per tutta la vita.

05 – William Shakespeare e il teatro moderno – Moni Ovadia

William Shakespeare nasce nell’aprile del 1564 a Stratford-upon-Avon (si guadagnerà l’appellativo di “Bardo dell’Avon” o più semplicemente “Il Bardo” e per alcuni sarà “Il Cigno dell’Avon”). Proviene da una famiglia della locale borghesia mercantile: suo padre John Shakespeare è un guantaio e commerciante di pellami. Dalle scarse notizie sulla sua infanzia risulta che il giovane William abbia compiuto la sua formazione alla Kings New School dove avrebbe ricevuto una prima istruzione retorica e letteraria. A soli diciotto anni sposa Anne Hathaway, di otto anni più anziana. Dalla loro unione nasceranno nel 1583 la figlia Susan e nel 1585 i gemelli Judith e Hamnet. In seguito lascia Stratford ma di lui non si hanno più notizie certe fino al 1592 quando vive a Londra e risulta ormai un affermato attore e drammaturgo. Le sue opere vengono rappresentate con grande successo, tanto da suscitare l’invidia dei colleghi.

06 – Jane Austen e la scrittura al femminile – Ginevra Bompiani

Jane Austen nasce il 16 dicembre 1775 a Steventon, un villaggio dello Hampshire, in Inghilterra. La settima di otto fratelli, Jane è molto legata all’unica sorella, Cassandra: nel 1783 entrambe sono mandate in collegio a Oxford, ma faranno presto ritorno a casa, dopo aver contratto il tifo. Figlia del locale rettore, Jane completerà gli studi sotto la supervisione del padre, e svilupperà la propria passione per la letteratura attingendo alla vasta biblioteca di famiglia. A Steventon, Jane trascorre un’infanzia tranquilla ma ricca di stimoli culturali, grazie a un ambiente familiare intellettualmente vivace che incoraggia le sue precoci imprese letterarie: a 11 anni inizia già a scrivere brevi racconti e poesie, e da adolescente si cimenterà nella parodia dei romanzi sentimentali in voga all’epoca, con opere quali Amore e Amicizia (Love and Friendship) e Frederic & Elfrida.

07 – Giacomo Leopardi e la riflessione sull’esistenza – Pietro Citati

Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1798 a Recanati, nelle Marche, primogenito del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici. Nonostante l’appartenenza alla nobiltà terriera, la famiglia versa in cattive condizioni finanziarie, dovute in parte agli sperperi del padre. Uomo di idee arretrate e reazionarie, il conte Monaldo ripone grandi speranze in Giacomo, per cui desidererebbe un futuro nella professione ecclesiastica; la madre, troppo occupata a rimettere in sesto l’economia domestica, si occupa poco della formazione dei propri figli. Situato in uno degli Stati a quei tempi più retrivi d’Italia, lo Stato pontificio, Recanati è un borgo minuscolo e isolato. Leopardi cresce cosi in un ambiente ristretto, immerso in un’atmosfera familiare fredda e indifferente: il suo unico rifugio è la vasta biblioteca paterna, in cui si chiude per anni di studio “matto e disperatissimo”.

08 – Gustave Flaubert e il nuovo mondo borghese – Dacia Maraini

“Lunghi capelli biondi, pelle candida, spalle ampie, grandi occhi verde mare. E ancora, la risata squillante, l’impeto, il fascino e la forza di un capo guerriero”: così l’amico Maxime Du Camp descrive Gustave Flaubert negli anni della sua giovinezza. Nato a Rouen il 12 dicembre 1821 da una famiglia ricca e stimata – il padre era primario chirurgo nel locale ospedale e la madre proprietaria terriera – Flaubert viene indirizzato a studi di diritto. Il primo attacco di epilessia nel 1844 gli permette di abbandonare la Facoltà di giurisprudenza e di realizzare la sua vocazione di scrittore. Tra il 1843 e il 1845 si dedica alla prima stesura del romanzo L’éducation sentimentale che prende forma nella residenza di Croisset, dove Flaubert si trasferisce con la madre e la nipote (rimasta orfana).

09 – Alessandro Manzoni e i promessi sposi – Alberto Asor Rosa

Nato a Milano il 7 marzo 1785, Alessandro Manzoni intrattiene un vero e proprio legame di sangue con l’Illuminismo lombardo: la madre, Giulia Beccaria, è figlia di Cesare Beccaria, insigne illuminista milanese nonché autore del trattato Dei delitti e delle pene. Inoltre, già ai tempi si vociferava che il padre naturale di Alessandro fosse in realtà Giovanni Verri, fratello minore dei più celebri illuministi Pietro e Alessandro. Onde evitare un possibile scandalo, il conte Pietro Manzoni decide di riconoscere il figlio, ma si separa ben presto dalla moglie.
Alessandro Manzoni trascorre cosi la giovinezza in diversi collegi di padri somaschi e barnabiti l’educazione tradizionalista e rigidamente cattolica lo porta, per reazione, ad adottare un punto di vista razionalista e libertario, che favorisce il suo inserimento nell’ambiente culturale milanese del periodo napoleonico.

10 – Victor Hugo e la vertigine del racconto – Umberto Eco

Victor-Marie Hugo nasce a Besançon il 26 febbraio 1802 dal conte Joseph Léopold Sigisbert Hugo e da Sophie Trébuchet, figlia di un armatore di Nantes. Durante l’infanzia viaggia in Italia e in Spagna al seguito del padre, generale napoleonico, per poi stabilirsi definitivamente a Parigi. Fin dall’adolescenza si dedica alla poesia e a soli vent’anni riceve una rendita reale per i suoi meriti letterari. Nello stesso anno sposa Adèle Foucher la cui infedeltà spingerà Hugo a trovare consolazione tra le braccia dell’attrice Juliette Drouet. Nonostante qualche tradimento dello scrittore, Juliette resterà al suo fianco per cinquant’anni, fino alla morte.

11 – Charles Dickens e il romanzo sociale – Nadia Fusini

Charles John Huffam Dickens nasce il 7 febbraio 1812 a Landport, un sobborgo di Portsmouth, da una famiglia piccolo borghese in cattive condizioni economiche. Sommerso dai debiti, nel 1824 il padre finisce nella prigione di Marshalsea (che farà da sfondo al romanzo La piccola Dorrit), e il figlio è costretto ad abbandonare temporaneamente gli studi per lavorare in una fabbrica di lucido da scarpe. Questa traumatica esperienza lo porterà a sviluppare una grande sensibilità per tematiche come la condizione del proletariato e lo sfruttamento del lavoro minorile, ampiamente trattate nelle sue opere: la trama del romanzo David Copperfield echeggia in modo particolare la sua personale vicenda.

12 – Fëdor Dostoevskij e la ricerca della verità – Cesare G. De Michelis

Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca l’11 novembre 1821, secondo di sette figli. Di carattere duro e autoritario, il padre (medico militare di origini lituane) lo indirizza alla scuola superiore del genio militare di Pietroburgo: ma gli interessi di Fëdor sono già orientati verso la letteratura, e frequenterà la scuola controvoglia. Ancora adolescente, Fëdor rimane nell’arco di un paio d’anni orfano di entrambi i genitori: la madre, muore di tisi, mentre il padre, divenuto nel frattempo proprietario terriero, viene probabilmente ucciso dai propri servi della gleba. È stata avanzata l’ipotesi che proprio questi traumi siano alla base degli episodi di epilessia che segneranno lo scrittore per tutta la sua vita.

13 – Charles Baudelaire e I Fiori del Male – Valerio Magrelli

Charles Pierre Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile 1821 da un alto funzionario del Senato sposato in seconde nozze con la giovane Caroline Archimbaut-Dufays. Quando Charles ha sei anni, il padre muore e la madre si risposa con il tenente colonnello Jacques Aupick. Il severo patrigno sceglie per il piccolo un’educazione rigida e, con il trasferimento a Lione, lo manda in un collegio dove Baudelaire vive tre anni di “opprimenti malinconie”, scontrandosi con compagni e professori. Questo improvviso distacco segnerà tutta la sua vita affettiva e sarà per lui motivo di dolore fino alla fine dei giorni quando, ormai paralizzato, si spegnerà tra le braccia materne. Nel 1839, Baudelaire frequenta un collegio di Parigi da cui viene espulso per condotta ribelle poco prima di conseguire il baccalaureato. Inizia a studiare legge e abita in una pensione del quartiere Latino tra poeti, pittori e giovani prostitute. Allarmata per le abitudini libertine, la famiglia lo costringe a imbarcarsi per l’India ma Baudelaire si ferma nell’isola Maurice, tornando in Francia dopo pochi mesi.

14 – Franz Kafka e il grottesto del quotidiano – Alessandro Piperno

Nel XIX secolo, l’Impero austro-ungarico versava in una condizione di forte arretratezza, con un’economia ancora prevalentemente di tipo agricolo. Facevano tuttavia eccezione i maggiori centri urbani, che vennero presto raggiunti dalla rivoluzione industriale che stava attraversando tutta Europa. La città di Praga, in particolare, conobbe un periodo di intenso sviluppo industriale e culturale. Le miniere di carbone nelle regioni adiacenti furono sfruttate appieno dalle neonate fabbriche, e sorsero nuove industrie siderurgiche.
Il moltiplicarsi degli impianti industriali incoraggiò la migrazione dalle campagne alla città, portando a un significativo aumento della popolazione praghese. Nel 1845 venne costruita una linea ferroviaria che collegava Praga a Vienna, altro centro urbano di grande rilievo artistico e letterario.

15 – Lev Tolstoj e il romanzo immortale – Cesare G. De Michelis

Lev Nikolaevicˇ Tolstoj nasce il 28 agosto 1828 a Jasnaja Poljana, nella Russia cen- trale europea, in una famiglia di antica nobiltà. In casa Tolstoj si respira un’atmosfera vivace e animata: parenti e amici vi fanno spesso visita, ci si intrattiene con giochi di società, si suona il pianoforte, si cantano vecchie canzoni russe e gitane e si leggono racconti e poesie ad alta voce.
Lev rimane però presto orfano di entrambi i genitori, e viene educato dai parenti e da precettori tedeschi e francesi, trascorrendo l’infanzia tra la tenuta famigliare, Mosca e Kazan’. Sarà in quest’ultima città che intraprenderà gli studi universitari, prima presso la facoltà di Filosofia e poi alla facoltà di Legge. Sono anni di vita dissoluta e disordinata, intervallati da frequenti rimorsi di coscienza e da preoccupazioni per un futuro incerto: queste inquietudini saranno riversate in un diario, che l’autore terrà per tutta la vita. Inoltre, in questo periodo Tolstoj dedicherà molto tempo allo studio delle lingue e alla lettura, nel tentativo di gettare le basi per una propria personale educazione.

16 – Marcel Proust e la memoria del tempo – Maurizio Ferraris

Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust nasce a Parigi il 10 luglio 1871. Il padre Adrien è professore alla facoltà di Medicina, mentre la madre Jeanne Weil proviene dall’alta borghesia israelita.
All’età di nove anni iniziano le crisi d’asma, da cui sarà affetto tutta la vita: ciononostante, Marcel trascorre un’infanzia vezzeggiata e felice, tra Parigi e Illiers, piccolo villaggio sulle rive della Loira, legandosi in modo quasi morboso alla figura materna.
Nel 1882 inizia a frequentare il liceo Condorcet e nel 1889 presta servizio militare a Orleans. Prosegue gli studi alla facoltà di Giurisprudenza, e segue i corsi che il filosofo Henri Bergson tiene alla Sorbona. In questo periodo, Proust conduce vita mondana e frequenta i salotti dell’aristocrazia parigina, dove conosce compositori, artisti e letterati, fra i quali Paul Valéry, André Gide e Anatole France.
Sarà proprio France a scrivere la prefazione alla prima opera di Proust, pubblicata nel 1896, I piaceri e i giorni.

17 – Italo Svevo e il romanzo d’avanguardia – Alberto Asor Rosa

Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (nome poi italianizzato in Ettore Schmitz), nasce il 19 dicembre 1861 a Trieste, da un’agiata famiglia ebrea. Il padre, Franz Schmitz, è un cittadino austriaco e si occupa del commercio di vetrami, mentre la madre, Allegra Moravia, è di origini italiane. Svevo frequenta prima una scuola commerciale di Trieste e, in seguito, il collegio di Segnitz in Baviera; torna infine nella città natale per completare il suo percorso di studi commerciali presso l’Istituto Pasquale Revoltella. Fin da giovane manifesta un forte interesse per la letteratura, appassionandosi soprattutto ai romanzi naturalisti francesi, ai classici italiani e all’opera di Arthur Schopenhauer. Inizia a collaborare con articoli let- terari e teatrali presso diverse testate giornalistiche, tra cui il giornale irredentista triestino “L’indipendente” e il periodico d’ispirazione socialista “Critica sociale”. Nel 1880, i problemi finanziari del padre costringono Svevo a trovare un impiego presso una banca di Trieste. In questo periodo scrive alcune novelle e nel 1892 pubblica a sue spese il suo primo romanzo, Una vita, tragica storia di un giovane di campagna incapace di adattarsi alla vita di città. La pubblicazione porta per la prima volta il suo pseudonimo, un riferimento alla duplicità culturale dello scrittore, per metà italiano e per metà “Svevo” ovvero tedesco.

18 – Virginia Woolf e il realismo psicologico – Nadia Fusini

Adeline Virginia Stephen (questo il nome da nubile di Virginia Woolf, nasce nel 1882 a Londra, terzogenita del famoso critico letterario Sir Leslie Stephen e di Julia Jackson Duckworth, appartenente a una famiglia dell’alta borghesia britannica. La famiglia Stephen è numerosa, poiché oltre ai figli che Leslie e Julia hanno insieme (Vanessa, Thoby, Virginia, e Adrian), entrambi hanno già avuto figli dai matrimoni precedenti.
Virginia cresce in un ambiente colto e ricco di stimoli, e il padre si cura personalmente della sua educazione. Pur non potendo fruire di un’educazione universitaria (al tempo preclusa al sesso femminile), entra in contatto con gli intellettuali dell’epoca tramite il fratello Thoby, iscrittosi nel frattempo al Trinity College di Cambridge.

19 – Thomas Mann e la complessità del reale – Marino Freschi

Thomas Mann nasce a Lubecca, in Germania, il 6 giugno 1875, da una famiglia colta e alto-borghese. Il suo nome, proprio come quello del fratello maggiore Heinrich, è destinato a entrare nella storia della letteratura europea del primo Novecento.
Il padre, titolare di una ditta di cereali, vorrebbe che il secondogenito prendesse le redini dell’impresa. Gli anni passati al liceo scientifico “Katharineum” di Lubecca si rivelano però poco proficui e, alla morte del padre, l’azienda è messa in liquidazione e la famiglia Mann si trasferisce a Monaco. Qui, il giovane Thomas trova un impiego presso una compagnia di assicurazioni; tuttavia, segue nel frattempo diversi corsi universitari, con l’obiettivo di intraprendere la carriera giornalistica.

20 – Eugenio Montale e l’arte della poesia – Maurizio Cucchi

Sesto e ultimo figlio di Domenico Montale e Giuseppina Ricci, Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896. Per la sua gracile costituzione fisica viene avviato agli studi tecnici, ritenuti meno lunghi e impegnativi di quelli classici: per lui si prospetta, infatti, un destino nell’azienda di famiglia, specializzata nell’importazione e nel commercio di “generi da tinta”, ma il giovane Eugenio manifesta fin da subito altri interessi. Grazie alla sorella Marianna, guida vigile e premurosa della sua adolescenza, egli riesce a coltivare una preparazione umanistica studiando latino, greco e filosofia. Oltre alla letteratura, altra sua grande passione è la musica lirica, alla quale si dedica per anni pensando di intraprendere la carriera di baritono. Durante la sua giovinezza, Montale frequenta i teatri, gli artisti, i caffè letterari e le biblioteche di Genova, dilettandosi nelle prime poesie, fino alla partenza come ufficiale di fanteria nel 1917.
Nel 1927 si trasferisce a Firenze come impiegato della casa editrice Bemporad per essere, di lì a poco, nominato direttore del Gabinetto Vieusseux, importante istituzione culturale fiorentina. Dopo dieci anni, deposto dall’incarico perché antifascista e costretto da gravi difficoltà finanziare, Montale comincia a scrivere articoli e a dedicarsi alla traduzione di autori celebri. In quegli anni, frequenta l’italianista Irma Brandeis, detta Clizia, la “freccia d’amore in terra” con cui vagheggia di andare a vivere in America, ma finisce per preferirle Drusilla Tanzi, che sarà sua compagna e moglie fino alla morte di lei nel 1967.

21 — Georges Simenon e la potenza creatrice — Andrea Camilleri

Georges Joseph Christian Simenon nasce a Liegi, in Belgio, il 13 febbraio 1905, da una famiglia di modeste condizioni economiche. Georges già a otto anni è un vorace lettore delle opere di Balzac, Conrad e Stendhal. A soli sedici anni è assunto come collaboratore fisso presso la Gazette de Liége, dove lavorerà per tre anni, occupandosi soprattutto di cronaca locale. Grazie a questo impiego, Simenon può osservare da vicino gli ambienti sociali più disparati, esperienza che gli tornerà poi utile nella sua carriera di romanziere.
Nel 1921 Simenon pubblica il suo primo romanzo, Al ponte degli archi, sotto lo pseudonimo di Georges Sim. L’anno seguente l’autore si trasferisce a Parigi, dove prosegue la collaborazione con riviste e periodici, sfornando un racconto dopo l’altro a un ritmo impressionante. Dato l’ottimo successo dei racconti, Simenon decide di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, iniziando a pubblicare numerosi romanzi commerciali utilizzando svariati pseudonimi.

22 — Italo Calvino e la scrittura cosmica — Marco Belpoliti

Nato a Santiago de las Vegas presso L’Avana, a Cuba, il 15 ottobre del 1923, Calvino fa presto ritorno in Italia. I genitori, scienziati, laici e liberi pensatori – la madre è botanica e il padre, agronomo, dirige la stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo – indirizzano il figlio verso studi di agraria, ma Calvino esprime fin da adolescente forte interesse per la letteratura: scrive racconti, disegna vignette e fumetti, si appas- siona al cinema e sogna di diventare scrittore di teatro.
Per evitare la leva della Repubblica di Salò, è costretto a nascondersi e durante la clandestinità legge libri che avranno un grande peso nella sua vocazione di scrittore: “ero un uomo di poche letture […] tutta la mia formazione è avvenuta durante la guerra”. Nel 1944 Calvino si unisce ai partigiani e l’esperienza lo segna profondamente sul piano umano e politico. Finita la guerra, si iscrive al PCI, frequenta la Facoltà di Lettere a Torino e collabora con il quotidiano l’Unità e con la casa editrice Einaudi, alla quale resterà legato per decenni, prima come venditore e poi come redattore e scrittore. Grazie all’amico Cesare Pavese, Calvino comincia a pubblicare i suoi racconti e nel 1947 dà alle stampe il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, ottenendo un successo straordinario. Pochi anni dopo, escono Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente e il volume Fiabe italiane, trascrizione di racconti popolari delle varie regioni d’Italia.

23 — Albert Camus e il senso dell’esistere — Roberto Saviano

Albert Camus nasce il 7 novembre 1913 a Mondovi, in Algeria, ai tempi colonia francese. Figlio di immigrati francesi, perde il padre nella prima battaglia della Marna, durante la Prima Guerra Mondiale. Madre e figlio si trasferiscono quindi ad Algeri, nel quartiere popolare di Belcourt. Iniziato al piacere della lettura dallo zio macellaio, Camus mostra da subito una vivace intelligenza, ed è incoraggiato a proseguire gli studi dal suo insegnante di filosofia, Jean Grenier. Approda così alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Algeri ma, colpito da tubercolosi, è costretto a ridimensionare gli impegni di studio. Inoltre, la malattia gli preclude una carriera da insegnante, non potendo superare gli esami medici necessari all’abilitazione.

24 — Pier Paolo Pasolini e la letteratura critica — Vincenzo Cerami

Nato a Bologna il 5 marzo 1922 da Carlo Alberto Pasolini e Susanna Colussi, inse- gnante friulana, Pier Paolo Pasolini trascorre la sua infanzia spostandosi da una città all’altra del Nord Italia a causa del lavoro del padre, ufficiale di fanteria ravennate. Nel 1942 pubblica la sua prima raccolta di versi in dialetto friulano, Poesie a Casar- sa, meritando l’entusiastica recensione del filologo Gianfranco Contini. Entrato in clandestinità dopo l’8 settembre 1943, Pasolini si rifugia a Versuta con la madre. Nel 1945 si laurea in Lettere a Bologna e tra il 1947 e il 1949 collabora con giornali locali e nazionali. A causa di una denuncia per corruzione di minori, dalla quale anni dopo sarà scagionato, viene sospeso dalla scuola dove insegna ed espulso dal PCI. È il 1950, Pasolini lascia il Friuli e fugge con la madre a Roma. Spaesato e senza un lavoro, i primi anni nella Capitale sono per lui molto duri. Il poeta, che inizialmente abita in una camera in affitto nel centro storico, all’arrivo del padre è costretto a trasferirsi nella periferia romana dove entra in contatto con il popolo delle borgate. In questo perio- do, collabora a diversi quotidiani e periodici con racconti e recensioni di poeti come Sandro Penna e Vittorio Clemente, grazie al quale ottiene un posto d’insegnante in una scuola privata. Intanto, Bassani lo introduce nel cinema e Pasolini inizia a scrivere sceneggiature. Di lì a poco, lascia l’insegnamento e pubblica il suo primo romanzo Ragazzi di vita. Quando, nel 1957, esce Le ceneri di Gramsci, Italo Calvino saluta la raccolta come l’opera che apre una nuova epoca della poesia italiana.

25 — Gabriel García Márquez e il realismo magico — Alessandro Baricco

Gabriel José de la Concordia García Márquez nasce il 6 marzo 1927 (secondo alcune fonti, nel 1928) ad Aracataca, un piccolo villaggio della Colombia.
L’infanzia, trascorsa presso i nonni materni, si rivelerà un periodo fondamentale per lo sviluppo della sua personale poetica: anni dopo, quando si appresterà a scrivere il suo capolavoro, Cent’anni di solitudine, si ispirerà al tono perfettamente naturale con cui la nonna raccontava storie ricche di superstizioni, elementi soprannaturali, leggende popolari.


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