Lo spettacolo della cultura – ARTE – FILOSOFIA – ECONOMIA – SCIENZE – LETTERATURA – PSICOLOGIA 

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01 – Pitagora, Euclide. La nascita del pensiero scientifico – Piergiorgio Odifreddi

Il compito del sapere è per Pitagora favorire la progressiva purificazione dell’anima, attraverso la conoscenza dell’ordine superiore dell’universo. Centrale fu la riflessione sui numeri, con la quale egli si riteneva in grado di spiegare la struttura atomica dell’universo. Con tale impostazione studiò i suoni elementari e le armoniche. Gli si attribuisce il merito del teorema sui triangoli rettangoli e dei numeri irrazionali, ma soprattutto l’aver impostato una geometria razionale, operando una netta divisione tra le pratiche di calcolo (logistica) e la scienza dei numeri (aritmetica). Pitagora è non solo uno dei più grandi filosofi antichi, ma è anche fondatore di una scuola che ha avuto una storia di più di dieci secoli (scuola pitagorica). Tuttavia, è proprio questa circostanza che impedisce di sapere con certezza quali dottrine spettino propriamente a lui e quali ai suoi seguaci: il rigido principio di autorità, vigente nella scuola, espresso dalla formula “ipse dixit”, induceva a porre sotto il prestigioso nome del fondatore anche dottrine posteriori. A ciò si aggiunga che Pitagora divenne ben presto un personaggio leggendario: figlio di Apollo o di Ermes.

02 – Archimede. Il primo genio universale – Giulio Giorello

Archimede (Siracusa 287-212 a.C.), tra i più grandi matematici e scienziati dell’antichità, manifestò interesse per diversi settori della fisica e fu un  geniale inventore. I suoi contributi nello studio delle aree e dei volumi di figure piane e solide  anticiparono molti dei contenuti della moderna geometria; ad esempio egli determinò l’area della superficie sferica e dimostrò che il volume della sfera  è pari a due terzi del volume del cilindro a essa circoscritto. In un trattato di statica, definì la posizione del baricentro di alcune figure solide e diede una chiara spiegazione del principio di funzionamento della leva. Probabilmente sono da attribuire ad Archimede l’invenzione della puleggia composta e della coclea, o vite di Archimede, usata per il sollevamento dell’acqua. Scarsi sono i particolari sulla vita di Archimede.

03 – Tolomeo, Copernico. Dalle stelle la misura dell’uomo – Margherita Hack

Sono poche le notizie certe sulla vita di Claudio Tolomeo. Si sa che tra il 127 e il 141 d.C. si dedicò alle osservazioni astronomiche, nei pressi di Alessandria d’Egitto. Alla scarsità di notizie biografiche, fa da contraltare l’immensa fama conquistata nel corso dei secoli dall’astronomo antico, che lega il proprio nome ad un modello di spiegazione dei movimenti celesti destinato a resistere fino all’età moderna. Tolomeo non fu però solo un astronomo. Le opere sopravvissute testimoniano l’enciclopedismo dei suoi interessi. Innanzitutto, si interessò di matematica, anticipando lo studio della trigonometria, e applicò le sue teorie alla costruzione di astrolabi e di meridiane. Scrisse poi un’importante opera intitolata Geografia che definiva un sistema di latitudini e longitudini e, pur contenendo numerosi errori, influenzò i cartografi per centinaia di anni.

04 – Galileo e Keplero. La nascita del metodo scientifico – Enrico Bellone

La vicenda umana di Galileo è ben nota. Anche teatro e letteratura ne hanno tratto ispirazione. È disponibile un ricco epistolario tra Galileo e una delle figlie mandate in convento. Era il 1609, quattro secoli fa, quando Galileo iniziò le osservazioni astronomiche che gli consentirono di verificare la validità del sistema copernicano. Fu una rivoluzione, scientifica e sociale, ma Galileo era anche uno uomo che frequentava le osterie, mangiava e beveva allegramente e confessava il proprio debole per le donne di piacere. Galileo nacque a Pisa nel 1564, figlio di Vincenzio Galilei, musicista, e di Giulia Ammannati. Tra il 1581 e il 1592 completò la sua formazione: si iscrisse all’Università di Pisa per ottenere la laurea in medicina ma poi interruppe gli studi per tornare a Firenze, dove viveva la sua famiglia. Da tempo si interessava di problemi geometrici.

05 – Isaac Newton. La gravità, la luce e i colori del mondo – Piergiorgio Odifreddi

Newton nasce il 4 gennaio 1643 già orfano di padre a Woolsthorpe, nel Lincolnshire, in Inghilterra. La madre nel 1661 su consiglio di uno zio manda questo ragazzo solitario e studioso a Cambridge al Trinity College dove può coltivare le sue passioni. Si iscrive così ai corsi di matematica, fisica e astronomia. Pochi anni dopo il College viene chiuso a causa di un’epidemia di peste e Newton approfittando della chiusura si ritira nel suo villaggio natale per proseguire gli studi per conto proprio. Sono questi gli anni in cui compie alcune delle sue maggiori scoperte. Al suo ritorno a Cambridge, ottiene i primi riconoscimenti. Infatti a soli 27 anni, gli viene assegnata la cattedra di matematica e pochi anni più tardi viene chiamato a far parte della Royal Society di Londra, la prestigiosa accademia delle scienze del Regno Unito.

06 – Charles Darwin. L’uomo: evoluzione di un progetto? – Edoardo Boncinelli

Charles Darwin nacque il 12 febbraio del 1809; il padre, pur consapevole degli insoddisfacenti risultati nello studio, decise nel 1825, di mandarlo a Edimburgo a studiare medicina; frequentò le lezioni e la pratica clinica, ma con scarso coinvolgimento. Rimase sconvolto dall’esperienza di due interventi chirurgici – uno dei quali su un bambino – eseguiti senza anestesia (all’ epoca non era stato ancora introdotto neppure il cloroformio), non ché il ribrezzo provato nei confronti dei cadaveri sottoposti a dissezione. Durante il secondo anno di università, Charles orientò i suoi interessi verso la storia naturale; imparò la metodologia di raccolta e identificazione dei campioni, a impagliare gli uccelli e soprattutto non rimase indifferente ai fermenti che percorrevano la vita politica e culturale. Nell’estate del 1827 fece ritorno a casa.

07 – Maxwell. Elettricità, magnetismo e luce, una sola famiglia – Sheldon Lee Glashow

James Clerk Maxwell nacque il 13 giugno 1831 a Edimburgo da una famiglia della piccola nobiltà terriera. La madre si occupò interamente della sua formazione incoraggiandolo “a guardare attraverso la natura al Dio della Natura”. A sedici anni entrò nell’Università di Edimburgo. Dopo la laurea, si iscrisse alla prestigiosa università di Cambridge per conseguirvi il dottorato. Ottenuto nel 1854 il dottorato, nel 1855 divenne fellow al Trinity College. Dal 1856 insegnò Filosofia Naturale al Marischal College di Aberdeen. Una ricerca sulla stabilità degli anelli di Saturno (1859), che gli valse l’assegnazione del premio Adams, lo portò alla ribalta come uno dei maggiori fisici matematici del suo tempo. Maxwell si dedicò con grande impegno sia all’insegnamento che alla realizzazione di nuovi metodi di misure elettromagnetiche nell’intento di specializzare il laboratorio in misure di alta precisione.

08 – Pasteur. Dalla nascita della medicina moderna alla lotta contro il cancro – Umberto Veronesi

Louis Pasteur nacque a Dole, in Francia, nel 1822. Suo padre, Jean Pasteur, era un conciatore di pelli e un veterano delle guerre napoleoniche. Le attitudini e le potenzialità del giovane Louis emersero presto, il preside della sua università gli suggerì di fare domanda all’École Normale Supérieure; la sua domanda fu accettata. Nel 1849, divenne professore di chimica all’Università di Strasburgo, dove incontrò Marie Laurent. Insieme ebbero cinque figli, solo due dei quali giunsero all’età adulta. La moglie Marie fu una figura di primo piano nella sua biografia. Lo affiancherà per tutta la vita, collaboratrice infaticabile, Marie si fece istruire sui suoi studi, pur così complessi, e la sera trascriveva i suoi appunti. In biologia e medicina, Pasteur si dedicò agli studi sui microorganismi nei fenomeni di fermentazione e nello sviluppo di malattie del bestiame.

9 – Lavoisier e Mendeleev, tra atomi e molecole: nasce la chimica moderna – Harold Kroto

Antoine Laurent Lavoisier nacque a Parigi nel 1743 da una ricca famiglia borghese. Pur avendo seguito gli studi paterni nelle migliori scuole di Parigi ed essendo diventato avvocato, si dedicò attivamente alla scienza insieme alla moglie che lo aiutava in qualità di assistente di laboratorio. A soli 21 anni pubblicò uno studio sulla composizione del gesso che attirò l’attenzione della comunità scientifica dell’epoca e gli valse l’ingresso, poco tempo dopo, all’Academie des Sciences.
Alla morte della madre ereditò una notevole somma di denaro che investì nella Ferme Générale, un’organizzazione di finanzieri che aveva in appalto la riscossione delle imposte indirette.
Una costosissima esperienza fu realizzata da Lavoisier nel 1772: egli si associò ad altri chimici per comperare un diamante che, in un recipiente chiuso, venne riscaldato fino alla sua totale trasformazione in anidride carbonica. Egli dimostrò così che il diamante ha composizione simile a quella del carbone che si ricava dal legno.

10 – Gauss e Riemann: la matematica diventa scienza – Claudio Bartocci

Genio universale della matematica, Johann Carl Friedrich Gauss nacque a Braunschweig (Germania), nel 1777, da una famiglia di condizioni assai modeste. Dimostrò le sua capacità già a soli 19 anni ottenendo un metodo per costruire l’eptadecagono (poligono regolare con 17 lati) con l’uso di compasso e righello, problema che era stato affrontato, ma senza successo, anche dai greci. Gauss fu così orgoglioso del risultato raggiunto, da esprimere il desiderio che sulla sua pietra tombale fosse inciso un poligono regolare di 17 lati.
Nella sua tesi di laurea dimostrò il “Teorema fondamentale dell’algebra”, e successivamente un altro pilastro della matematica: il “Teorema fondamentale dell’aritmetica”. All’età di 24 anni pubblicò uno dei fondamentali trattati di matematica: Disquisitiones Arithmeticae, nel quale sistematizzò lo studio della teoria dei numeri. Ma il suo talento si rivelò anche nell’astronomia con la pubblicazione del tomo Theoria motus nel quale riesce a calcolare l’orbita dell’asteroide Cerere.

11 – Marie Curie, la scoperta della radioattività – Giuseppe Bruzzaniti

Marie Sklodowska nota come Marie Curie, nacque a Varsavia nel 1867 e dopo aver iniziato gli studi nella sua città, completò la sua formazione a Parigi alla Sorbona.
Qui nel 1894 incontrò un docente, Pierre Curie, che divento suo marito. Marie e Pierre nel 1898 ripresero gli esperimenti di Becquerel sulle radiazioni e scoprirono che quella di emettere radiazioni penetranti era una proprietà dell’atomo. Essi riconobbero che la pechblenda, un particolare minerale contenente uranio, produceva un’attività radioattiva superiore a quella dello stesso uranio e dedussero che i minerali analizzati fossero composti da sostanze ignote estremamente instabili. Marie, con il marito, esaminò tonnellate di pechblenda fino a isolare un nuovo elemento che chiamò Polonio in onore alla sua nazione d’origine. Si dedicò poi allo studio di un altro elemento altamente radioattivo, chiamato “Radio” proprio per questa sua caratteristica. Nel 1903 Marie, insieme al marito e a Becquerel, vince il premio Nobel per la fisica.

12 – Albert Einstein: relativamente a spazio e tempo – Enrico Bellone

Albert Einstein nacque a Ulm, in Germania, il 14 marzo 1879 da genitori ebrei non praticanti. Il piccolo Albert era per istinto un solitario ed imparò a parlare molto tardi. L’incontro con la scuola fu da subito difficile: Albert, infatti, trovava le sue consolazioni a casa, dove la madre lo avviò allo studio del violino e lo zio Jacob a quello dell’algebra. Nel 1894 lasciò il ginnasio di Monaco per seguire la famiglia in Italia. Si trasferì poi in Svizzera e nel 1896 si iscrisse al Politecnico di Zurigo. Qui maturò la sua scelta: dedicarsi alla fisica piuttosto che alla matematica. Laureatosi nel 1900 non riuscì, però, a diventare ricercatore al Politecnico. Prese la cittadinanza svizzera per assumere un impiego all’Ufficio Brevetti di Berna. Il modesto lavoro gli consentì di dedicare gran parte del suo tempo allo studio della fisica. Già da molto tempo frequentava Mileva Maric, che collaborò ai suoi studi. La sposò nel 1902.

13 – Max Planck – Quanti: quantità di energia modificabile – Sheldon Lee Glashow

Max Karl Ernst Ludwig Planck nacque a Kiel, Germania, il 23 aprile 1858. Suo padre era professore di Diritto Costituzionale presso l’Università di Kiel e poi a Göttingen.
Planck studiò presso le Università di Monaco di Baviera e Berlino, dove ebbe come insegnanti Kirchhoff e Helmholtz, e consegui il dottorato di filosofia a Monaco di Baviera nel 1879.
Fu Professore Associato di Fisica Teorica a Kiel fino al 1889, anno in cui Kirchhoff riuscì ad ottenergli l’incarico di professore all’Università di Berlino, dove rimase fino al suo pensionamento nel 1926. In seguito divenne Presidente della Kaiser Wilhelm Society per la promozione della Scienza, incarico che ricoprì fino al 1937. Fu nominato membro dell’Accademia Prussiana delle Scienze nel 1894 e segretario permanente nel 1912. All’inizio della sua carriera si interessò ai processi radiativi in termodinamica e mostrò che questi processi erano da considerarsi di natura elettromagnetica. Da questi studi giunse a risolvere il problema della radiazione emessa dal corpo nero, una superficie ideale che assorbe tutta l’energia incidente.

14 – Enrico Fermi: l’atomo e la bomba atomica – Giuseppe Bruzzaniti

Enrico Fermi nasce a Roma il 29 settembre del 1901. Inizia nel 1918 la frequentazione a Pisa della scuola Normale: si laurea cum laude nel 1922, dimostrando anche una padronanza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l’inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Göttigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica. Nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein.
Nel 1925 a Roma ottiene la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Corbino, direttore dell’Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito “i ragazzi di Via Panisperna” (dalla sede dell’istituto). Sempre nel 1925 Fermi dà il suo importante contributo alla meccanica quantistica e scrive l’articolo in cui espone la nuova statistica da applicare agli elettroni. Nel 1927 Fermi vince la cattedra di fisica teorica all’Università di Roma e nel 1929 è nominato membro della reale Accademia d’Italia.

15 – Gödel e Turing: la nascita del computer – Piergiorgio Odifreddi

Kurt Gödel nasce il 28 aprile 1906, nella città di Brno nell’attuale Repubblica Alan Ceca, e mostra fin da bambino le sue eccezionali doti intellettive, tanto da pion meritarsi il soprannome familiare di «Herr Warum» («signor perché») per ogg la spiccata propensione a porre domande su domande. Nel 1924 si iscrive solt all’università di Vienna con l’intenzione di studiare fisica, ma progressivamente mat i suoi interessi si indirizzano verso la matematica e la logica.
Tras Tra il 1926 e il 1928 frequenta regolarmente gli incontri settimanali del che Circolo di Vienna mantenendo tuttavia fin da allora una distanza critica ilp dalle idee del positivismo logico. Negli anni universitari in un locale Tur notturno di Vienna conosce Adele Porkert, una ballerina che nel 1938 una diventa sua moglie.

16 – Watson e Crick, il DNA e il segreto della vita – James Watson

James Watson nasce a Chicago nel 1928. Entra alla Chicago University quando aveva 15 anni, grazie al programma Giovani dotati. Era interessato a Biologia e Zoologia. Decide di specializzarsi per diventare un ornitologo, conservatore al Museo di Storia Naturale. Durante l’ultimo anno alla Chicago University, Watson legge il libro di Erwin Schroedinger “Che cos’è la vita?”. Rimane affascinato dall’idea che geni e cromosomi custodiscano i segreti del vivente. Così Watson chiede ed ottiene un posto da dottorando da Salvador Luria, un pioniere nella ricerca sui batteriofagi, all’Indiana University, un’opportunità perfetta per lavorare su alcuni di questi problemi.
Dopo il dottorato, nel 1950, Watson trascorre del tempo in Europa, lavorando al Cavendish Laboratory dell’Università di Cambridge. Già sa che il DNA è la chiave per comprendere la vita ed è determinato a risolvere la sua struttura. Ha la fortuna di condividere un ufficio con Francis Crick, un dottorando con i suoi stessi interessi. Entrambi dovrebbero lavorare su altri progetti ma, nel 1953, costruiscono il primo modello accurato di DNA, è una delle più grandi rivoluzioni scientifiche di tutti i tempi.

17 – John Nash: la teoria dei giochi – John Nash

John Nash nasce il 13 giugno 1928 a Bluefield in Virginia e già da piccolo rivela un carattere solitario. La sua frequenza scolastica presenta numerosi problemi mentre il clima familiare è sostanzialmente sereno. Con la nascita della sorella Martha, John riesce a integrarsi un po’ di più con gli altri coetanei e a farsi coinvolgere nei giochi usuali dell’infanzia. Con il passare del tempo il suo interesse per la matematica va aumentando sempre più. In questo campo mostra delle abilità eccezionali, specialmente nella soluzione di problemi complessi. Con gli amici si comporta in modo molto eccentrico, non riuscendo di fatto ad instaurare rapporti di amicizia con nessuno dei suoi coetanei. Partecipa alla Putman Mathematical Competition, un premio molto ambito, ma non vince: sarà questa una delusione cocente, di cui parlerà anche dopo vari anni. Ad ogni modo si dimostra subito un matematico di prim’ordine, tanto da ottenere offerte da Harvard e Princeton per seguire un dottorato in matematica.

18 – Il genoma umano e la sequenza della vita – James Watson

Una volta scoperta nel 1953 la struttura a doppia elica del DNA (acido desossiribonucleico) i genetisti e i chimici lavorano per riuscire a interpretarne il linguaggio. Le molecole del DNA sono infatti delle grandi biblioteche ricche di informazioni:
una sola molecola ne contiene tante quante ce ne sono in cinquemila libri e i geni possono essere paragonati ai capitoli.
Nel marzo 1986 viene evidenziata l’importanza della necessità e della fattibilità di ordinare e sequenziare tutti i frammenti di DNA del genoma umano isolati fino a quel momento e di continuare a individuarne altri. Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina, scrive un articolo su “Science” in cui riporta la necessità di conoscere la sequenza dei geni per poter sconfiggere il cancro e capire molti fenomeni biologici. Nel 1988 il Congresso americano approva in via ufficiale il Progetto Genoma Umano. James Watson guida inizialmente il National Center for Human Genome Research (USA). A causa di un disaccordo con il suo superiore sulla questione dei brevetti per i geni, Watson è costretto a dare le dimissioni nel 1992. Nell’aprile del 1993 gli succede Francis Collins.

19 – La teoria dei numeri: l’evoluzione della matematica – Andrew Wiles

Già in giovanissima età Wiles mostra grande interesse per la matematica e in particolare per l’ultimo teorema di Fermat, del quale viene a conoscenza grazie a un libro preso in prestito in biblioteca. Frequenta l’università di Oxford dove si laurea nel 1974 e inizia poi il dottorato a Cambridge, sotto la supervisione del matematico John Coates. In quel periodo comincia a lavorare alla teoria delle curve ellittiche, cioè curve del tipo y2 = x3 +ax +b. Ottenuto nel 1980 il dottorato, passa un periodo a Bonn, per poi ricevere una cattedra a Princeton. Si reca anche a Parigi come visiting professor. Nel 1986 viene a sapere della dimostrazione del Teorema di Ribet che, sostanzialmente, lega la dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat a quella della congettura di Taniyama-Shimura. Questo lo convince a dedicarsi alla dimostrazione che lo ha reso famoso. Vi lavora in completa solitudine. Nel 1988 si trasferisce a Oxford per un paio d’anni e in seguito torna a Princeton. Nel giugno del 1993, dopo sette anni di duro lavoro, annuncia di avere trovato la dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat, sconvolgendo il mondo della matematica. La dimostrazione risulta sbagliata ma Wiles decide caparbiamente di continuare a tentare e finalmente, il 19 settembre del 1994, in quello che lui stesso definisce come il giorno più importante della sua vita, trova la strada per la dimostrazione corretta.

20 – La teoria delle stringhe: la teoria del tutto – Edward Witten

Edward Witten nasce a Baltimora, nel Maryland, nel 1951. Figlio di un fisico teorico, si laurea in storia al Brandeis College, Massachusetts e intende perseguire una carriera nel giornalismo. Tuttavia, dopo aver lavorato per la campagna presidenziale americana di George McGovern, nel 1972, si rende conto di essere poco adatto al mondo del giornalismo politico e torna all’università per studiare prima Economia e poi Fisica a Princeton. Dopo aver completato il dottorato, nel 1976, Witten rimane a Princeton, dove è nominato professore di fisica. Qui lavora principalmente allo sviluppo della teoria delle stringhe. Nel 1970 Yoichiro Nambu e altri avevano mostrato che le particelle elementari possono essere trattate come stringhe di un certo tipo, ma ben presto si dimostra che la teoria non funziona in modo soddisfacente. Una teoria più ambiziosa, detta “delle superstringhe” viene formulata pochi anni dopo. Quando Witten si imbatte nella teoria intuisce che le superstringhe potrebbero gettare luce su ciò che egli definisce «l’unico grande puzzle della fisica», vale a dire su come unificare la relatività generale, che affronta la gravità e lo spazio, con la meccanica quantistica, che spiega gli eventi a livello nucleare.


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