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22 — Italo Calvino e la scrittura cosmica — Marco Belpoliti

Nato a Santiago de las Vegas presso L’Avana, a Cuba, il 15 ottobre del 1923, Calvino fa presto ritorno in Italia. I genitori, scienziati, laici e liberi pensatori – la madre è botanica e il padre, agronomo, dirige la stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo – indirizzano il figlio verso studi di agraria, ma Calvino esprime fin da adolescente forte interesse per la letteratura: scrive racconti, disegna vignette e fumetti, si appas- siona al cinema e sogna di diventare scrittore di teatro.
Per evitare la leva della Repubblica di Salò, è costretto a nascondersi e durante la clandestinità legge libri che avranno un grande peso nella sua vocazione di scrittore: “ero un uomo di poche letture […] tutta la mia formazione è avvenuta durante la guerra”. Nel 1944 Calvino si unisce ai partigiani e l’esperienza lo segna profondamente sul piano umano e politico. Finita la guerra, si iscrive al PCI, frequenta la Facoltà di Lettere a Torino e collabora con il quotidiano l’Unità e con la casa editrice Einaudi, alla quale resterà legato per decenni, prima come venditore e poi come redattore e scrittore. Grazie all’amico Cesare Pavese, Calvino comincia a pubblicare i suoi racconti e nel 1947 dà alle stampe il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, ottenendo un successo straordinario. Pochi anni dopo, escono Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente e il volume Fiabe italiane, trascrizione di racconti popolari delle varie regioni d’Italia.

 

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