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20 – Eugenio Montale e l’arte della poesia – Maurizio Cucchi

Sesto e ultimo figlio di Domenico Montale e Giuseppina Ricci, Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896. Per la sua gracile costituzione fisica viene avviato agli studi tecnici, ritenuti meno lunghi e impegnativi di quelli classici: per lui si prospetta, infatti, un destino nell’azienda di famiglia, specializzata nell’importazione e nel commercio di “generi da tinta”, ma il giovane Eugenio manifesta fin da subito altri interessi. Grazie alla sorella Marianna, guida vigile e premurosa della sua adolescenza, egli riesce a coltivare una preparazione umanistica studiando latino, greco e filosofia. Oltre alla letteratura, altra sua grande passione è la musica lirica, alla quale si dedica per anni pensando di intraprendere la carriera di baritono. Durante la sua giovinezza, Montale frequenta i teatri, gli artisti, i caffè letterari e le biblioteche di Genova, dilettandosi nelle prime poesie, fino alla partenza come ufficiale di fanteria nel 1917.
Nel 1927 si trasferisce a Firenze come impiegato della casa editrice Bemporad per essere, di lì a poco, nominato direttore del Gabinetto Vieusseux, importante istituzione culturale fiorentina. Dopo dieci anni, deposto dall’incarico perché antifascista e costretto da gravi difficoltà finanziare, Montale comincia a scrivere articoli e a dedicarsi alla traduzione di autori celebri. In quegli anni, frequenta l’italianista Irma Brandeis, detta Clizia, la “freccia d’amore in terra” con cui vagheggia di andare a vivere in America, ma finisce per preferirle Drusilla Tanzi, che sarà sua compagna e moglie fino alla morte di lei nel 1967.

 

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