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13 — Russell e la logica del ‘900 — Piergiorgio Odifreddi

Bertrand Russell nasce a Trelleck, Galles, nel 1872. Dopo aver compiuto i propri studi in Matematica e Filosofia, si reca a Parigi dove nel 1900, anno dell’Esposizione Internazionale, incontra il matematico torinese Giuseppe Peano. L’intervento di questo studioso durante il Congresso di Filosofia lo affascina al punto da decidere di iniziare lo studio delle sue teorie e metodologie. A partire dagli insegnamenti di Peano l’intento di Russell è quello di intraprendere un programma di trasformazione della matematica in logica (“programma logicista”). Tale programma era già stato parallelamente cominciato dal filosofo tedesco Gottlob Frege. Quest’ultimo aveva realizzato un linguaggio ideografico, una tipologia di scrittura completamente formalizzata, con l’intento di affrontare la matematica da un punto di vista logico. Il giovane Russell formula però molto presto il famoso paradosso che prenderà il suo nome, ponendo una grave obiezione al progetto di Frege. Gli anni successivi sono dunque rivolti alla soluzione di questi problemi e conducono tra il 1910 e il 1913 alla stesura dei Principia mathematica, con la collaborazione del logico e filosofo britannico Alfred North Whitehead. Il testo divulgativo, Introduzione alla filosofia matematica, risale invece al 1918 e Russell lo compone in carcere, dove è rinchiuso per aver duramente criticato l’intervento della Gran Bretagna nel conflitto mondiale. Gli anni che seguono sono di confronto e contrasto con l’allievo Ludwig Wittgenstein e conducono a un acceso dibattito nel quale si for- mulano alcune delle principali teorie logiche del Novecento.

 

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