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04 – Spinoza e il problema della libertà – Massimo Cacciari

Baruch Spinoza nasce ad Amsterdam nel 1632 da una famiglia ebraica emigrata nei Paesi Bassi dal Portogallo.
Studia la lingua ebraica e i testi biblici, ma comincia a formarsi anche come libero pensatore, leggendo i filosofi suoi contemporanei, in particolare Bacone, Cartesio e Hobbes, oltre ai classici latini e alla scolastica medievale.
Fin da giovane, inoltre, si spinge al di là dell’esperienza religiosa dell’ebraismo. Si apre al cristianesimo, frequentando sette protestanti; si accosta all’ambiente deista, un orientamento filosofico-religioso di stampo razionalista, nonché ai libertini francesi. La comunità ebraica di Amsterdam, in cui vigono una severa ortodossia e un rigido dogmatismo, non apprezza i suoi sconfinamenti, e nel 1656 scomunica Spinoza, che viene espulso dalla comunità e allontanato dalla propria famiglia. Spinoza lascia quindi Amsterdam e si stabilisce a Rijnsburg, vicino a Leida, e poi a L’Aia. Lavora come molatore di lenti ottiche e grazie a questa professione riesce a mantenere una certa indipendenza economica. Per salvaguardare la propria libertà di pensiero, rifiuta un incarico da insegnante all’Università di Heidelberg. Per tutta la vita lavora alle sue opere filosofiche, ma ne dà alle stampe solo una piccola parte: un saggio su Cartesio nel 1663 e il Trattato teologico-politico, pubblicato anonimo nel 1670, che suscita la condanna da parte delle autorità ecclesiastiche.
Anche per questo, Spinoza conserverà inedite le altre opere, inclusa l’Etica, fino alla morte, che lo coglie a L’Aia nel 1677.

 

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